Il Vortice

Ci son volute settimane per convincermi a riprendere a buttare giù cosa passa nella mia mente su un foglio bianco. Ovviamente non lo farò, cioè, non scriverò qua tutto ciò che mi assilla, attanaglia, tutto ciò che mi sta distruggendo dentro e rovinando la vita, altrimenti chi legge chiamerà un TSO d’urgenza e mi chiuderebbero baracca e burattini. Scriverò solo qualcosa di quel qualcosa. Una decima parte, solo piccoli accenni.

Come da titolo, questi sono dei diari dell’ansia, della mia personalissima e preziosissima ansia. Che non si scolla di dosso, che rimane sempre con me, a letto, a tavola, a lavoro, al bar. Ovunque, lei è lì e non mi abbandona mai per niente al mondo.

Grazie Ansia, grazie di essere sempre con me, così fedele e così imperturbabile.

Ma facciamo un passo indietro. Non dirò ora, né forse lo farò mai, da cosa deriva la presenza di questa mia fantastica amica. Basta sapere semplicemente che c’è un pensiero, anzi due, due pensieri di fondo che mi corrodono dentro; sono comparsi all’improvviso mesi fa e non vanno più via.

Immaginate di dover camminare per strada con un macigno sulla schiena, anzi due, belli grossi. Pesano eh, pesano assaje. Non potete posarli, non potete farvi aiutare a portarli, non potete smettere di pensare alla loro esistenza. Ecco questa è la mia vita da qualche mese a questa parte. Un costante, continuo dispendio di energie mentali preziose, direzionate verso questi pensieri fissi. Mi sento in un vortice senza fine e giro, giro, giro senza mai fermarmi, aspettando di trovarne il fondo.

Ecco, il vortice è una bella metafora. Perché questa cosa ti risucchia, ti risucchia dentro e non ti risputa fuori finché non sei consumato, uno straccio, un’ombra di ciò che eri prima. Perché prima magari te la cavavi pure bene in quest’orgia di problemi che chiamiamo vita. Eri giovane, eri bello, ti divertivi, avevi una relazione, uno scopo.

Ma poi ti sei imbattuto in Lei, l’ansia. E ora cosa sei? Sei un’ombra. Avete presente i Dissennatori? Ve li appiccico qua sotto se non lo sapete.

Questi. Succhiano l’anima e ti lasciano lì, mezzo morto e mezzo vivo, un guscio vuoto e senza uno scopo. Questa è l’ansia per me, un vortice con dentro cosi neri che succhiano l’anima e le energie vitali di una persona.

Ecco quindi che mi ritrovo così, succhiato, senza scopo, senza più sapere cosa sono né cosa voglio. Apro un blog per buttarci dentro questa malinconia, magari passa, in passato ha aiutato.

Scriverò anche di cagate eh, non solo cose brutte e tristi, anche se le cose brutte e tristi possono essere divertenti se ben raccontate.

Alla prossima
Padfoot

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