Riflessione dell’una di notte che verrà pubblicata di mattina perché fa più likes.

Sono a casa, non sobrissimo in effetti. Ci siamo fermati al bar per un paio di birre con un collega di lavoro.

Avete presente quel momento in cui appoggiate il piede sull’uscio di casa e venite assaliti dalla malinconia, dai problemi, dalla tristezza? Mi è appena successo. Sono entrato in bagno e come sono uscito ho trovato il mio cane che, come succede da un mese a questa parte, non conosce orario e si fa due piani di scale per venirmi a salutare e farsi fare due coccole. Che io torni alle 3, alle 6 o a qualsiasi ora, lei si alza dal letto dei miei, scende le scale e viene a farmi le feste. Ma quanta fatica richiede questo comportamento? Cioè, analizziamolo. Lei dorme ma ha i sensi sempre attivi perché sa che manca una persona in casa, “non sia mai torni all’improvviso e io manco di salutarla” . Richiede uno sforzo fisico e mentale non indifferente. Ma chi glielo fa fare? Ed è da quando ho iniziato la stagione che va avanti così. Incredibile.

Mi mancherà, mi mancherà tantissimo il mio cagnetto che mi fa le feste quando rientro a casa. – 4 alla partenza e ho già una nostalgia incredibile di questa piccola palla di pelo che mi aspetta la notte. Non ce la posso fare.

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